Qual è lo scopo della nostra vita?

Qual è lo scopo della nostra vita?

Sicuramente non è (solo) sposarsi (o, per i più romantici, trovare l’amore della propria vita) o avere figli. Se la vostra risposta è stata esattamente questa, ho paura che dovreste rivedere le vostre opzioni.

O almeno, questo ho pensato io quando ho realizzato che in questa vita non avrei ottenuto né amore né figli. Le circostanze e gli avvenimenti della mia vita sono, ovviamente, tediose e quindi non vi affliggerò raccontandoveli. Diciamo semplicemente che, dovendo affrontare questa consapevolezza, ho realizzato che avevo sbagliato tutto. Alla soglia del mio quarantesimo compleanno, ho deciso che ci deve essere per forza un altro scopo nella mia vita.

Ho cominciato a pensare a cosa volessi ottenere esattamente.

Vedete, se il vostro scopo è avere qualcosa (un buon lavoro, una posizione migliore, cose belle, bambini, un marito, una casa…) i vostri sforzi e la vostra felicità saranno misurati solamente su quanto di ciò otterrete.

Dieci punti per il lavoro perfetto, quattro per un lavoro noioso che però ti porta alla fine del mese; dieci punti per bambini sani; dieci per un marito affascinante, intelligente e innamorato, cinque punti per un marito non proprio innamorato ma almeno ricco, tre punti per uno qualsiasi.

Eccetera.

Il problema è che, con questo tipo di calcoli, una volta che raggiungi ciò che desideravi dovrai cercare un altro desiderio. Perché nulla di ciò che raggiungi è in realtà quello di cui hai profondamente bisogno per realizzare la tua vita.

In effetti, è molto meglio se non ottieni una o due delle cose che desideri, perché quando realizzi che non avrai ciò che vuoi, dovrai cominciare a concentrarti su un piano B, che non includa “roba” nei calcoli.

Ho deciso cosa voglio essere. Posto che essere un insegnante, un ingegnere, un uomo ricco, una bella donna non rappresentano l’essenza di un essere vivente ma piuttosto una condizione temporanea, ho deciso che voglio essere una persona buona e gentile. Voglio fare qualcosa che alla fine produca felicità, un profitto non-convenzionale, e che voglio raggiungere qualcosa in più del mero budget (nelle tasche di qualcun altro).

Per questo ho deciso di lasciare il mio lavoro a tempo indeterminato (in Italia è come uccidere qualcuno) e avviare una mia attività. Ora sono un’insegnante di lingue straniere e un Coach per educatori.

Come ce l’ho fatta?

Per prima cosa, ho analizzato la situazione ed esplorato le mie abilità. Non facciamoci ingannare, tutti abbiamo qualche capacità spendibile. Io ero una girl-scout durante la mia giovinezza, per esempio. Ho anche servito come capo e ho seguito dei corsi per fare meglio questo “lavoro”. Potete immaginare come sia impegnativo prendersi cura di adolescenti, organizzando le attività, pianificando le riunioni e i campeggi. Questo mi ha dato opportunità di crescita e istruzione.

Altri esempi sono ragazzi che si prendono cura dei fratellini, viaggiatori che amano viaggiare e organizzano viaggi perfettamente, persone di altre culture che parlano e insegnano un’altra lingua o che cucinano cibi tradizionali e così via. Immaginatevi qualsiasi cosa in cui siate bravi, anche se mai lo avreste considerato come un lavoro.

Naturalmente, non sono solamente una scout. Parlo sei lingue, sono in grado di organizzare viaggi e persone, posso consigliare le persone sulle loro carriere, eccetera. Quindi ho confrontato le mie abilità con le cose che mi piace fare. Aristotele disse: dove i tuoi talenti e i bisogni del mondo si incontrano risiede la tua vocazione.

Secondo, ho riflettuto su come queste abilità potessero essere usate in maniera evoluzionaria. Con evoluzionaria intendo produttiva per l’umanità e non per l’economia. Non mi interessava diventare ricca o famosa, volevo (e voglio) solo fare la differenza. Una piccola differenza mi è sufficiente. Anche se è solo un adolescente che posso aiutare, ne sarò felice.

Quindi ho realizzato che insegnare una o più delle lingue che conosco fosse la migliore opportunità per perseguire il mio obiettivo. Avendo studiato cinque lingue straniere, comprendo profondamente le dinamiche dietro l’apprendimento linguistico e inoltre ho vissuto nei i i paesi dove queste lingue vengono parlate, quindi conosco il modo di pensare della gente che le parla.

Terzo, ho individuati i miei obiettivi secondari. Come detto, il primo obiettivo è fare la differenza. Questo è molto nobile ma anche vago. Dovevo trovare il come. E questo è ciò che chiamo fare un piano di battaglia. Per esempio, che lingua voglio insegnare, la mia madrelingua o l’inglese? A chi voglio insegnare? voglio insegnare online o con lezioni frontali? E, molto più importante, come tutto ciò si inscrive nel “fare la differenza”? Perché insegnare inglese agli adolescenti attraverso lezioni online può fare la differenza?

Poi, ho cercato aiuto. Che si tratti di persone o articoli, ho cercato idee, punti di vista differenti e professionalità. Quest’ultima è molto importante, soprattutto se scegli una carriera come lavoratore autonomo. Hai bisogno di parlare con qualcuno che ne sa di branding, siti web, marketing, percezione del pubblico e social, che possa dirti qualcosa (o tutto) su questi argomenti.

Prima di scegliere, però, raccogliete un buon numero di informazioni sulla persona a cui volete affidare il vostro progetto. Fidatevi del vostro istinto e non troppo delle opinioni degli altri.

Quinto, mi sono istruita su tutti gli aspetti dell’insegnamento. Ho seguito corsi per aggiornare il mio curriculum formativo, ho sostenuto gli esami richiesti dallo stato italiano per essere insegnante e ho fatto un passo in più diventando Coach e operatore PNL. La quantità di conoscenza e informazioni utili che tutto ciò mi ha dato è enorme, e oggi posso dire con abbastanza certezza di sentirmi sicura delle mie capacità come insegnante.

In ogni caso questo è un processo costante. Non smettete mai di studiare e di costruire la vostra conoscenza. Le cose cambiano costantemente, quindi è meglio essere pronti.

Sesto, ho agito. Con un atto di fede ho creato la mia (piccola) società, aperto un sito web e ho cominciato a insegnare. All’inizio, dovrete scendere a compromessi. Tariffe e tipo di clienti, per esempio. Questo può accadere anche perché siete partiti con un’idea e poi in corso d’opera e avete capito che non era la cosa giusta per voi. Tenete duro, gli errori sono opportunità di crescita piuttosto che macchie indelebili di fallimento (sì, sì, penserete così. Ma cercate di evitarlo).

Dopo un anno di tentativi ed errori e ripensamenti e paure e successi, posso dire che ancora non so bene come lo farò. Una cosa so di sicuro: dove voglio arrivare. E questo è certamente un buon inizio.

Continuate a credere in voi stessi.

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